30
Giu

La mia formazione alla Scupsis.

Quando decisi di iscrivermi alla Scupsis mi sentivo in una sorta di stato alterato, quella particolare sensazione di ansia mista a paura verso una scelta che nemmeno io sapevo bene cosa significasse. I ricordi che mi legano a quella esperienza sono infiniti  e tutti nitidi, nonostante siano trascorsi da quel momento ben 10 anni, o quasi. Le scuole di psicoterapia presenti sul territorio non sono tante, sono infinite… come mille muse si affacciano sullo scenario ammaliandoci e tutte sembrano avere qualcosa di magico, di unico, di “meglio”…e allora siamo li a cercare quel “meglio” che fa per noi! E la Scupsis lo sarebbe stato? Perché l’ho scelta forse ancora oggi non so dirlo, probabilmente perché il mio inconscio, la mia parte più saggia l’ha scelta prima che la scegliessi io…quel che ricordo è la presenza di una docente di Salerno, che conobbi fra i corridoi al momento del colloquio di selezione e che, non so perché, fu uno dei motivi decisivi che mi convinsero … ancora non sapevo quanto sarebbe diventata importante per la mia vita e per la mia carriera!

Un ricordo speciale? Difficile… ho nel cuore tutti gli esperenziali fatti con i miei colleghi e con i docenti, momenti di particolare tensione, grazie ai quali un po’ alla volta abbiamo imparato ad accogliere e riconoscere i nostri stati più veri e profondi…i seminari ed i workshop dove intervenivano docenti internazionali che per me sono stati motivo di stimolo e di crescita, e quella panchina dove ci ritrovavamo a parlare e sparlare di quanto ci piacesse una materia piuttosto che l’altra, o un prof piuttosto che l’altro e tornavamo adolescenti…ignari del fatto che proprio ciò che per noi era al momento ostile sarebbe stato poi di grandissimo aiuto!

Cosa mi ha dato la Scupsis? Tutto… mi ha dato un’identità che non avevo, ha arricchito sicuramente le mie conoscenze, ha ampliato la mia cultura, ma ciò che più di ogni cosa sento appartenere a quei quattro anni di formazione è una forma mentis, un metodo, un modus operandi che oggi è mio soltanto e che mi accompagna nel mio lavoro ma che viene da lì, da quell’approccio “integrato” così difficile per noi da comprendere all’epoca ma che oggi è entrato nel mio DNA, come un automatismo difficile da spiegare ma che, rispetto ad altri approcci, mi permette di attingere a mille possibilità, a mille risorse e a trovare sempre una soluzione ad hoc in una determinata situazione!

La Scupsis  ha definito il mio cammino, e molto è dipeso, dipende e dipenderà da quella allora sconosciuta docente di Salerno, che con quel viso simpatico e pieno di autorità conquistò il mio interesse, docente senza la quale non sarei quella che sono, lei poi è diventata la mia terapeuta, la relatrice di ogni mia tesina, la mia guida, il mio esempio da seguire…ed oggi è una delle persone più care al mondo per me, alla quale devo gran parte di ciò che sono.

Consiglierei la Scupsis? Certo. Ma ancora più della Scupsis ne consiglierei quella che secondo me è l’anima … quella allora misteriosa docente di Salerno a cui oggi devo un “grazie” speciale, la dr.ssa Giovanna Celia, oggi direttrice scientifica della scuola, fonte infinita di opportunità!

Dr.ssa Diamante Iannicelli.